Humor Nero

Spero, prima di tutto, che nessuno si trovi offeso per il contenuto di questa pagina che assolutamente non vuole essere cattiva e offensiva, ma nella disgrazia e nella sventura, un po’ di umorismo aiuta a sdrammatizzare le cose, la tensione e una risata anche in questo caso fa bene allo spirito. E dopo, diciamo fino in fondo come stanno le cose, sappiamo tutti che le risate più divertenti a volte sono legate agli incidenti (vedi l'esempio della Paperissima), che spesso sono brutti ma anche nello stesso tempo anche buffi. E dopo sapete tutti che per gli Inglesi questa specie dell’humor e quella più apprezzata e raccontata.
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- Papà! Papà! Incendio! La casa sta andando a fuoco!
- E dai allora usciamo velocemente ma non urlare che svegli la mamma!


Un becchino torna a casa dopo lavoro completamente esaurito. Si butta sulla poltrona esausto e la moglie gli chiede il motivo di tale stanchezza:
- Ma avevate così tanti funerali oggi?
- No, c’era uno solo.
- E ma dai, uno solo e tutta questa stanchezza.
- Sì, era il funerale del direttore dell’agenzia delle entrate… e quando l’abbiamo sepolto si è diffuso un tale applauso che dovevamo ripetere la sepoltura altre sette volte.


Un uomo passeggia sul lungo mare e all'improvviso sente le grida.
- Aiuto, non so notare! Sto annegando. Aiuto!
L’uomo guarda verso il mare e vede uno che sta veramente annegando. Gli si rivolge:
- Do you speak english?
- Yes, yes! I speak english. Help me, please.
- Idiota, era meglio se imparavi a nuotare che studiare inglese.


Marco sta morendo e sua moglie gli siede accanto. La guarda e le dice con una debolissima voce:
- Cara, sto morendo e devo confessarti una cosa. Non posso portarmi quel peso con me.
- Non parlare, ti stancherai così.
- No – insisteva Marco – voglio morire in pace e te la devo dire. Sai, ho fatto l’amore con tua sorella, con la tua migliore amica e sono stato a letto anche con tua madre.
- Lo so. Adesso rilassati e lascia che il veleno agisca.


Un uomo entra in un’ordinazione, da un medico. Dietro l'uomo rimane una scia di sangue. L’uomo dice al dottore:
- Dottore, mi aiuti per favore. Mi hanno accoltellato e ho un coltello nella schiena.
Il dottore da un’occhiata al proprio orologio e con una voce tranquilla gli dice:
- Mi dispiace, ma adesso sono le 2 e 20 e io lavoro fino alle 2. Non posso fare niente per Lei oggi.
- Ma dottore, cosa dice? Sto sanguinando e mi serve un aiuto immediato.
Il dottor, leggermente arrabbiato:
- Le ho spiegato gentilmente che il mio turno di oggi è finito e che non posso aiutarla. Venga qui domani alle 8 e vediamo cosa si può fare.
- Ma dottore, Lei non ha capito: ho un coltello nella schiena e fino a domani morirò dissanguato. Mi deve aiutare adesso e non domani.
Il dottore, ormai già arrabbiato e infastidito, si avvicina al paziente, gli tira fuori il coltello dalla schiena e glielo infila nell’occhio destro.
- Adesso vada dall’oculista. La suo ordinazione è al secondo piano e lavora fino alle 3.


Un aeroplano con qualche difficoltà tecnica stà per atterrare ed il capitano stà informando i passeggeri a tal proposito:
- Allacciate le cinture, atterriamo, ma forse non ce la facciamo.


Una mamma e suo figlio di cinque anni stanno affaccaiti alla finestra. Il ragazzino chiede alla mamma:
- Mamma, mamma, ma perché papà stà barcollando nel cortile.
- Stai zitto e passami un altro proiettile.


Per godersi la seguente barzelletta bisogna conoscere un po’ di tedesco. Per quelli che non se la cavano, in corsivo c’è la traduzione, ma con la traduzione ovviamente non rende al massimo.

Durante la seconda guerra mondiale, in un campo di concentramento passeggia Hitler accompagnato da un suo generale. Ad un certo punto vede uno dei prigionieri che lavora in un orto, piegato con la schiena girata verso loro due. Hitler prende una rincorsa e dà un calcio nel culo al prigioniero, che vola per 5 metri. Il generale scioccato, si avvicina a Hitler e gli chiede:
- Her Führer, was ist das? (Mio Duce, cos’è questo?)
Hitler, alzando il piede sinistro (era mancino) e mostrando la scarpa dice:
- Das ist Adidas! (E’ l’Adidas! Il marchio delle famose scarpe da tennis.)

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